Il meglio del turismo business&leisure

i-am LAB
Blog detail
3010

Inaugurato a Bari i-am LAB, laboratorio di Alta Formazione per la Meeting Industry

Il primo incontro sul tema: Come attrarre l’incoming dalla Cina

 

i am LAB_1 Carlotta Trevisan_2

Cos’è i-am LAB

Si tratta di un laboratorio nazionale di Alta Formazione per l’industria dei congressi ed eventi che si trova a Bari, ideato e realizzato da Meet In Action - MIA, la rete d’imprese italiana nel settore MICE, e in grado di proporre un’offerta formativa specialistica sugli argomenti topici della professione. I principi ai quali ispira la propria attività sono: pratica, interattività ed esperienza. Nei prossimi anni la sfida italiana del business travel sarà quella di dare un forte impulso ai flussi turistici internazionali e vincere la competizione con i paesi leader del MICE mondiale: è questo lo scenario in cui si muove i-am LAB, che offre una formazione orientata soprattutto al metodo learning-by-doing.

“Come attrarre l’incoming dalla Cina”

Lo scorso 27 ottobre si è svolto presso le sue sale l’incontro sul tema Come attrarre l’incoming dalla Cina, il primo di i-am LAB, che vanta inoltre il patrocinio di Confindustria Puglia, Federcongressi, Pugliapromozione e MPI Italia Chapter. Si è trattato del primo di una serie di incontri che si terranno in giro per l’Italia. 

All’incontro è intervenuta, Carlotta Trevisan, docente di cultura cinese ed esperta di turismo cinese che ha sottolineato: “La Cina è il più grande mercato del turismo sia in termini di spesa che di numero di viaggi verso l’estero. I cinesi hanno cominciato a viaggiare solo dal 1999, quando il Governo della Repubblica Popolare Cinese ha concesso ai paesi che ne facevano richiesta i certificati Ads, Destinazione turistica approvata. L’italia ha richiesto l’Ads solo nel 2004. Eppure è il paese non asiatico più gettonato dai turisti cinesi dopo gli Stati Uniti, occupando il decimo posto nella classifica delle destinazioni più visitate, laddove nei primi otto posti troviamo paesi asiatici. La Cina è il paese che ha speso di più in turismo al mondo, con un aumento del 5% su base annua; nel 2012 sono stati 83 milioni i turisti cinesi nel mondo, diventati ben 143 milioni nel 2017. Se si pensa che ad oggi solo il 7% della popolazione cinese ha un visto turistico sul passaporto, per la maggior parte delle regioni costiere della Cina, capiamo che oltre il 90% della popolazione della Cina non ha ancora viaggiato: un potenziale immenso al quale l’Italia guarda finalmente con interesse nell’anno del turismo UE-Cina 2018; un’opportunità unica per promuovere il turismo sostenibile, con l’obiettivo di far crescere del 10% l’anno il numero di turisti cinesi e concludere accordi di partenariato fra imprese UE e cinesi”.

Curiosità sui turisti cinesi

Se un tempo lo shopping era il vero interesse per i cinesi più abbienti e per la fascia medio bassa il costo del viaggio faceva la differenza, oggi troviamo come motivazioni principali il leisure, seguito dal food e dai parchi a tema, mentre il costo è meno importante; determinante per i cinesi è poter pagare on line. Sono turisti che spendono: lo scontrino medio di un turista cinese su acquisti da esercizi commerciali, escluso strutture ricettive e trasporti, secondo le statistiche di Global Blue, è addirittura di 1.738 euro.

Sebbene viaggino da poco, si possono già individuare tre generazioni di viaggiatori cinesi che al momento ancora coesistono: la prima è costituita dai turisti “mordi e fuggi” che viaggiano in grandi gruppi e vogliono vedere tanti posti in poco tempo; sono generalmente di livello medio basso e non parlano l’inglese. La seconda è una generazione social, intorno ai quarant’anni, che conosce l’inglese, anche apprezza depliant e menù anche in cinese. La terza generazione di turisti cinesi, la più giovane, vuole poter creare il suo viaggio da sé, non ama i pacchetti: desidera vivere un’esperienza in luoghi poco conosciuti, più autentici; viaggia in famiglia e in genere offre il viaggio ai genitori.

Per questi turisti cinesi è molto importante non solo trovare e costruire la propria esperienza di viaggio on line e poi raccontarla sui social, ma poter pagare on line con Alipay” ha affermato Trevisan: operatori turistici e organizzatori di congressi ed eventi sono avvertiti. Occorre inoltre essere visibili all’utente diretto cinese con un buon marketing on line in cinese e ben indicizzato”.   

Cerca Articoli WEB