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Portogallo
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2018

Un viaggio tra le meraviglie architettoniche di Porto, le celebri cantine di vino fortificato, gli antichi monasteri trasformati in hotel da sogno. A caccia di belle storie e autenticità

Foto di Barbara Ainis

Le meravigliose ceramiche azulejos della facciata laterale della chiesa di Nossa Senhora das Carmelitas_1 La nebbia mattutina sul fiume Duero e il ponte Luís I_2 La tradizionale pigiatura dell’uva con i piedi scalzi. Sotto: il resort Six Senses Duero Valley tra i vigneti_3 La scalinata monumentale che porta al Santuario do Bom Jesus do Monte, a Braga_4 Porta de Santa Marinha_5 I locali di Vila Nova de Gaia accendono la notte di Porto_6

Atterrando con il primo volo del mattino, Porto è pronta a ricompensare le fatiche e a regalare al visitatore uno spettacolo che vale assolutamente l’alzataccia. Una nebbia irreale sale dall’acqua del fiume e avvolge in un latteo abbraccio la Ribeira, gli archi di ferro del ponte Luís I e più su fino al monastero di Serra do Pilar. Tutto questo dura poche decine di minuti, poi la nebbia si alza svelando una scena non meno affascinante: la città con i suoi colori vividi, il risveglio della gente e dei negozi, il profumo di pane e la tranquilla dinamicità di quello che fu uno dei porti fluviali più importanti d’Europa.

La storia in bianco e blu

Dal Cais da Ribeira alla Cattedrale ci sono dieci minuti di scale attraverso il quartiere di Barredo, vero cuore di Porto, antico e popolare, tranquillo, sebbene a pochi passi dai locali glamour del porto fluviale. Uno sforzo che viene ripagato dalla bellezza dello spettacolo che si gode da questo angolo privilegiato: l’imponente Palazzo Episcopale di Porto, la Cattedrale di epoca romanica con i grandi contrafforti, gli archi rampanti e con gli altari barocchi; la piazza panoramica del Terreiro da Sé, con la città e il fiume Duero ai suoi piedi. Ma è sotto le volte del chiostro gotico della Cattedrale che si svela una meraviglia tutta portoghese: incorniciate dalle colonne, le alte pareti sono interamente e magistralmente decorate con azulejos del XVIII secolo, meraviglie in bianco e blu che raccontano scene religiose e la storia di un’arte unica e sorprendente: piastrelle di ceramica fina, smaltate e decorate, eredità della cultura araba mescolata alla tradizione italiana della maiolica.

Dal XV alla metà del XX secolo in Portogallo, la tecnica e l’arte della decorazione della ceramica si sono espresse in una forma assolutamente unica e originale: il chiostro della Cattedrale ne è uno degli esempi più belli, ma altrettanto sorprendenti sono la facciata della Chiesa di San Ildefonso, la Cappella das Almas poco più in alto, la Chiesa di Nossa Senhora das Carmelitas, a pochi passi dall’Università e dalla libreria conosciuta per essere la più bella del mondo, la Livraria Lello &Irmão, in stile Art Nouveau.

Forse il luogo dove più di ogni altro ci si sente immersi nella meraviglia delle storie raccontate dalle azulejos è la stazione ferroviaria di São Bento: la luce che entra dalle grandi vetrate e riempie il vasto atrio si riflette sul bianco lucido dello sfondo delle 20mila azulejos che decorano le alte pareti; l’edificio risale al 1900 e la decorazione, opera del pittore Jorge Colaço, racconta, del solenne ingresso del re Don João I e della sua sposa Doña Filipa de Lencastre nella città conquistata di Ceuta, e della celebre battaglia di Valdevez, che vide il Portogallo combattere per la sua indipendenza nel XII secolo; in mezzo pannelli più piccoli, raccontano scene rurali della vita nei campi e nei vigneti della regione.

Vino, con un tocco di acquavite

Una scena in bianco e blu della stazione di São Bento mostra il fiume Duero, attraversato da barche tradizionali cariche di botti di vino. Sono le stesse barche che si trovano oggi attraccate di fronte al Cais da Ribeira. Oggi queste imbarcazioni tradizionali non servono più per il trasporto delle botti dai vigneti e dalle cantine, ma restano a testimonianza scenografica degli antichi commerci. Le grandi insegne che dominano gli antichi edifici affacciati sul fiume dal lato opposto della Ribeira ricordano che proprio qui le più importanti aziende produttrici del delizioso e famoso vino Porto installarono le loro cantine secoli orsono. Calem, Sandeman, Kopke, Noval, Cruz, sono solo alcuni dei nomi delle più famose etichette che ancora oggi in questo porto fluviale conservano, affinano in botti e barrique e vendono questo vino unico, offrendo anche deliziose degustazioni e affascinanti visite guidate alle cantine antiche e moderne.

Ma è risalendo il fiume che si scopre un’altra parte fondamentale della storia e dell’attualità del vino e della città di Porto. Era il XVII secolo, quando gli inglesi, in guerra con i francesi, cominciarono a introdurre nel loro mercato nazionale il vino prodotto nella regione portoghese della valle del Duero: la sua caratteristica fondamentale, la “fortificazione”, ossia l’aggiunta di acquavite al vino per interrompere la fermentazione, deriva proprio dalla necessità dei britannici di evitare che il vino si deteriorasse durante il trasporto verso l’Inghilterra. Il vino “fortificato” trovò un tale apprezzamento che gli inglesi fondarono molte case vinicole nella regione portoghese, come testimoniano i nomi delle cantine di chiara provenienza anglosassone.

Duero Valley

Dalla stazione di São Bento si raggiunge Peso da Régua, passando attraverso la meraviglia di un panorama in cui si rincorrono spettacolari colline vitate coltivate con l’antico sistema a terrazzamento, che sembrano disegnate dalla mano di un pittore. Questa valle creata dal fiume Duero è una delle più antiche regioni vitivinicole al mondo, registrata nel 1756 come Alto Duero Viñatero. Tra i colori saturi dei vigneti, incorniciati dal bianco dei muri di pietra, si scorgono Quintas solitarie che dominano le colline: sono gli antichi siti produttivi e cantine, molti ancora attivi oggi, altri trasformati in esclusivi ritiri di lusso, come nel caso del bellissimo Six Senses Duero Valley.

Quando arriva il tempo della vendemmia tutto qui si ripete come ormai da secoli, con il lavoro di raccolta totalmente manuale e con le grandi ceste cariche di uva profumata che vengono trasportate fino alle cantine. Tra le più antiche si trova la Quinta da Pacheca, con i suoi magnifici vigneti e gli edifici del XVIII secolo perfettamente conservati. L’enoturismo in questa regione è una cosa seria e così in questa bellissima cantina si trovano un boutique hotel di charme, The Wine House Hotel, un eccellente ristorante e un recentissimo e originalissimo glamping con le suite ricavate all’interno di enormi botti.

Durante tutto l’anno si possono fare deliziose degustazioni, visite alle aree di produzione e vinificazione ed esperienze indimenticabili; durante la vendemmia si può assistere e persino prendere parte alla tradizione più scenografica di tutte: la pigiatura dell’uva con i piedi scalzi, che garantisce al mosto una qualità molto alta, grazie alla delicata pressione e al calore umano, che permettono la graduale estrazione del colore e degli aromi dalle bucce.

Verso il Nord

Braga, innanzi tutto: conosciuta come la Roma portoghese, è la città cristiana più antica del Paese. Qui, in particolare, si trova il Santuario do Bom Jesus do Monte, un tempio neoclassico in cima a un’impressionante scalinata monumentale d’epoca barocca, che dal XVIII è meta di pellegrinaggi da tutta Europa: allora come oggi i pellegrini giungono ai piedi della scalinata per chiedere la grazia spirituale: la vista dall’alto del Terreiro de Moisés saprà regalare emozioni indimenticabili. 

A pochi chilometri da Braga si trova Amares, un piccolo centro costruito intorno ad antichi santuari e monasteri, tra i quali il Convento di Santa Maria do Bouro, trasformato nel 1997 in una Pousada Historica. In Portogallo, come in Spagna, infatti, lo Stato e i privati collaborano alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio storico e artistico, trasformando monumenti civili o ex-religiosi in luoghi esclusivi d’accoglienza di lusso (le Pousadas in Portogallo e i Paradores in Spagna). Così ad Amares si può vivere l’esperienza di soggiornare in un imponente monastero cistercense, risalente al XII secolo e recentemente trasformato in un bellissimo hotel da 32 stanze, grazie al progetto dell’architetto portoghese Eduardo Souto de Moura.

La terza tappa imprescindibile è quella nella città di Guimarães. Qui si conservano intatte le tracce del passato medievale, di quel tempo in cui il Portogallo lottò per la sua indipendenza e sviluppò le tecniche di costruzione che in seguito sarebbero state trasmesse alle colonie in Africa e in Sudamerica. Principale testimone di quell’epoca è il castello della città, che domina la Collina Sacra dal XII secolo; a poca distanza dal castello e dall’affascinante palazzo dei Duchi di Bragança, si trova il quartiere medievale della città, dove la storia antica e la tranquilla vita di oggi si mescolano alla perfezione, tra vicoli lastricati, antichi palazzi, piazze affascinanti, bar e ristoranti deliziosi. Anche Guimarães ha la sua Pousada Historica: la Pousada Mosteiro Guimarães, uno degli Small Luxury Hotels of the World, edificato nel XII come monastero agostiniano e sede della prima Università portoghese (oggi a Coimbra).

Questo magnifico edificio, il suo chiostro e i giardini di 10 ettari ospitano un bellissimo hotel, frutto del premiato progetto dell’architetto Fernando Távora.

 

#ViedellIncentive

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