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2020

Il turismo post covid-19

Il Turismo riparte con molte incognite, ma anche con nuove idee, suggestioni e un’attenzione rinnovata a qualità e sicurezza. Perché la voglia di visitare il nostro Paese rimane. Ecco le testimonianze di 4 protagonisti della grande ospitalità made in Italy

Alessandro Cabella_1 Giuseppe Roscioli_2 Giacomo Battafarano_3 Domenico Colella_4

All’inizio è stato un vero shock: alberghi chiusi, città deserte, voli bloccati. Una situazione inimmaginabile ed epocale. Nel giro di pochi giorni, abbiamo visto le nostre città svuotarsi e le nostre case diventare luoghi di rifugio, di lavoro e di didattica. In più di due mesi si sono alternati sentimenti contrastanti, immagini che resteranno negli occhi di tutti, ma al contempo è scattato un desiderio forte, quello di ripartire.

In questa voglia di ricominciare c’è tuttavia un settore che sta pagando forse il prezzo più alto: il turismo, fiore all’occhiello dell’economia del nostro Bel Paese, i cui luoghi deserti non sono mai stati così desiderati nella loro essenza. Quando tutto è iniziato, gli operatori del comparto avevano previsto l’ingente danno che il Covid-19 avrebbe arrecato all’industria dei viaggi e dell’ospitalità, ma lungi dallo scoraggiarsi, hanno dato prova di resilienza e ora sono pronti a rialzarsi, mettendo in campo nuove forze e nuove idee per garantire ai propri ospiti massima qualità e soprattutto sicurezza.

Quattro general manager dell’alta ospitalità italiana a confronto

Come sarà, dunque il turismo post Covid-19? L’abbiamo chiesto a quattro protagonisti dell’accoglienza italiana: Alessandro Cabella (GM Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts), Giuseppe Roscioli (vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente di Federalberghi Roma), Giacomo Battafarano (GM Verdura Resort – Rocco Forte Hotels); Domenico Colella, (GM The St. Regis Florence, Westin Excelsior Florence).

Facciamo un passo indietro, torniamo a marzo 2020. In piena programmazione della stagione primavera-estate 2020, l’emergenza Covid-19 ha improvvisamente imposto una sospensione di tutte le attività, incluse quelle legate all’ospitalità. Ma gli alberghi hanno reagito immediatamente all’emergenza. «E’ successo tutto in pochi giorni», ci racconta Alessandro Cabella, GM del Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts, «dopo i primi casi a Roma, abbiamo registrato una progressiva diminuzione e poi cancellazione delle prenotazioni. Per tutelare i nostri ospiti e collaboratori, abbiamo deciso di chiudere il 15 marzo, tuttavia durante il lockdown non ci siamo mai fermati continuando a lavorare, con il supporto del Gruppo, per i nostri ospiti sia attraverso una comunicazione diretta, telefonica e digitale costante con la nostra clientela in cui la informavamo anche sull’evolversi della situazione, sia pianificando una serie di interventi di miglioramento in vista della riapertura. Tutto questo ovviamente mettendo in sicurezza il nostro personale con operazioni da remoto e garantendo il supporto degli ammortizzatori sociali necessari che il Gruppo, come molti altri grandi brand di livello internazionale, ha provveduto ad anticipare subito».

«Per noi», dice Domenico Colella - GM The St. Regis Florence e Westin Excelsior Florence «è stato fondamentale rimanere in contatto e mostrare gratitudine ai nostri affezionati clienti e membri di Marriott Bonvoy in tutto il mondo. Sin dall'inizio di questa emergenza abbiamo ricevuto molti messaggi di preoccupazione dall’estero, ma anche parole di incoraggiamento e supporto dai nostri ospiti abituali e amici. Non vediamo l'ora di poterli accogliere nuovamente nei nostri hotel nella nostra bellissima Firenze».

Una empatia confermata anche da Giacomo Battafarano – GM del Verdura Resort, Rocco Forte Hotels. «Era ed è tuttora fondamentale mantenere un dialogo costante con i nostri ospiti. La scoperta di nuove modalità lavorative ha stimolato la creatività, facendo scoprire canali nuovi di comunicazione anche con i partner, accorciando le distanze e consolidando un senso di comunità. In particolare, con quanti già ci conoscono, si è instaurata una relazione ancora più profonda: chi ci conosce si sente rassicurato dalla nostra offerta di spazi molto ampi e dalla qualità del nostro servizio a tutela del benessere e della salute dell’ospite. Non solo, per contribuire a rendere più piacevoli le giornate a casa, abbiamo creato sui nostri canali di comunicazione una serie di contenuti ad hoc ispiranti, invitando i nostri ospiti a sognare il loro prossimo soggiorno in Sicilia: per esempio, proponendo ricette e cocktail tipici, consigliando letture ambientate in Sicilia e suggerendo itinerari suggestivi fuori dalle rotte comuni».

Il ritorno alla normalità non prima del 2023

Il comparto turismo italiano è forte e determinato ad uscire da questa situazione, ma le difficoltà oggettive sono molte. Abbiamo chiesto a Giuseppe Roscioli, albergatore, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente di Federalberghi Roma quale potrebbe essere lo scenario del turismo post Covid -19.

«La ripartenza di questi giorni non è reale per noi» - ci racconta Roscioli. «Questi mesi sono stati durissimi per il settore. Gli interventi messi in campo avrebbero dovuto avere come priorità una liquidità immediata, per dare ossigeno alle imprese del comparto, invece molte aziende, in crisi di liquidità, faticheranno a riaprire. Tutti gli alberghi a Roma si stanno attrezzando per garantire la sicurezza in base alla normativa prevista, con dispositivi individuali, nuovi assetti delle hall e delle sale ristoranti, migliorando ulteriormente gli standard di sanificazione che già erano altissimi prima dell’emergenza Covid, ma oggi non c’è un numero di prenotazioni tale da permettere a tutti di affrontarne i costi, complici gli spostamenti tra Regioni per ora incerti e soprattutto il traffico aereo nazionale ed internazionale ancora tutto da ripristinare. Vedo invece tre possibili scenari futuri: un probabile primissimo recupero in particolare del turismo business già quest’autunno 2020, seguito da una ripresa più consistente nella primavera/estate 2021, che si consoliderà nel 2022 e un ritorno ai livelli pre Covid nel 2023. Tutto questo tradotto in numeri significa una perdita secca di oltre 1 miliardo di Pil per un anno di lavoro. Con gli alberghi chiusi, finita la cassa integrazione, potremmo, inoltre, non riuscire a riassorbire tutto il personale».

RFH Verdura Resort - Villa Agave _1 St Regis Florence_2 Hotel Universo_3 Rome Cavalieri_4

Prove tecniche di riapertura

Alessandro Cabella ci illustra le strategie del Gruppo in vista della riapertura del Rome Cavalieri. «Abbiamo organizzato 4 gruppi di lavoro: sui protocolli di sanificazione, la parte strutturale, gli standard di servizio e sulla comunicazione. Stiamo ultimando tutti i protocolli necessari, in linea con le normative e agli standard di servizio della Hilton, al fine di garantire il massimo livello igienico-sanitario possibile. Tutto ruota intorno al Programma Hilton CleanStay che ad oggi costituisce sicuramente una risposta concreta nel panorama del nostro settore, in particolare ai Meetings&Events, introducendo procedure di sanificazione globale per camere, punti vendita della ristorazione nonché tutte le aree pubbliche e di maggiore contatto, oltre la rimozione di gran parte dei supporti cartacei e la loro sostituzione con supporti tecnologici, dove possibile. Soluzioni tecnologiche che saranno anche adottate in alcune procedure d’allestimento e sanificazione delle sale riunioni. Dal 1° giugno partirà una campagna video emozionale per dare informazioni e rassicurare la clientela. Sanificazione e sicurezza andranno di pari passo con la qualità, e saremo felici di riaprire il nostro albergo ai primi di luglio. Certo, ci sarà un lento risveglio, probabilmente con clientela principalmente italiana. Il settore più in sofferenza sarà il congressuale per il quale dovremmo probabilmente attendere la primavera del prossimo anno, ma siamo pronti a questa grande sfida».

Anche a Firenze, la culla del nostro Rinascimento e al centro della Toscana, così cara ai turisti stranieri, la voglia di ripartire alla grande è tanta. «La nostra volontà», rassicura Domenico Colella, «è quella di riaprire tutti i servizi non appena avremo messo in sicurezza clienti e collaboratori, valutando caso per caso e in accordo con i nostri proprietari, in base alle direttive governative. Stiamo pianificando già diversi scenari per implementare le misure restrittive e di distanziamento sociale. Salute e igiene saranno prioritarie. Marriott ha una storica reputazione per gli elevati standard di pulizia degli alberghi con processi consolidati. E’ stato inoltre creato un Comitato Globale per la Pulizia (Global Cleanliness Council) per affrontare il turismo post Covid-19 e rispondere alle esigenze nuove della domanda negli alberghi del Gruppo. Ci focalizzeremo su nuovi livelli di standard, norme e comportamenti per la pulizia nell'ospitalità a livello globale, studiati per ridurre al minimo i rischi e migliorare la sicurezza per gli ospiti e dipendenti».

Anche al Verdura di Sciacca in provincia di Agrigento, in Sicilia, si è consapevoli che la ripresa sarà graduale. «Si tratta di uno scenario completamente nuovo per tutti», dice Giacomo Battafarano. «Pensi che marzo eravamo pronti per la riapertura e avevamo davanti una stagione molto promettente, con importanti eventi già pianificati. Sir Rocco Forte ha messo a disposizione risorse generose per i suoi collaboratori e per gli stagionali, da sempre una grande famiglia allargata. Qui, al Verdura, la nostra forza sono gli spazi ampi, sia quelli interni che quelli esterni, giardini, piscine immerse nel verde, accessi riservati, possibilità di transfer privati e una spiaggia solo per gli ospiti, oltre a ville monofamiliari in cui soggiornare nella massima sicurezza. Nel frattempo, è chiaro che dovremo tutti adattarci gradualmente a questo nuovo stile di vita».

Nuove formule di soggiorno e nuovi stimoli per il turismo di prossimità

Se ci sarà una ripresa del turismo quest’estate – e tutti ce lo auspichiamo – sarà quella del turismo di prossimità, che in parte potrebbe compensare la perdita di fatturato generato dall’incoming dall’estero. «Per chi come noi», continua Battafarano, «ha sempre avuto una importante componente internazionale, ampliare e differenziare la propria clientela potrebbe essere un nuovo stimolo. Più in generale la valorizzazione e il rilancio del made in Italy sono due asset che potrebbero diventare prioritari non solo per la progettazione delle misure d’intervento governative ma anche nell’orientare delle scelte consapevoli da parte dei turisti che prenoteranno i loro prossimi viaggi. Non solo turismo tout court: la prossimità dovrebbe diventare un valore determinante la scelta consapevole anche per i fornitori. A questo si affiancano altri due valori - il verde e la sostenibilità - che curavamo già in precedenza e che in futuro saranno ancora più importanti – per esempio, valorizzeremo ulteriormente la capacità produttiva del nostro orto sostenibile, in grado di fornire una buona parte di materie prime vegetali del resort».

Diversa la prospettiva per le città d’arte, dove comunque non è escluso un ritorno dei viaggiatori italiani da altre regioni d’Italia. «Immagino che questa estate, e più probabilmente nei prossimi mesi, si viaggerà prevalentemente a livello locale e regionale», dice Colella. «Stiamo creando tour e pacchetti per staycations, viaggi sul territorio che includano anche fughe in campagna e vacanze al mare, il tipo di esperienze che le persone preferiranno vivere mentre ci si abitua tutti alla "nuova normalità" e a breve lanceremo una serie di promozioni per la riapertura».

Cartoline di un’Italia, patrimonio di ricchezze unico al mondo

Certo, la preoccupazione è tanta, anche alla luce delle, possiamo dirlo, deboli misure di sostegno al settore, per nulla lungimiranti e forse non del tutto consapevoli della pesante ricaduta che il lockdown avrà nei prossimi mesi e per tutto il 2021. Oggi la parola d’ordine è ‘liquidità’, ma anche ‘mobilità’, auspicando uno sforzo del Governo per una rete di accordi internazionali utili a riattivare le tratte con l’estero. Viaggiare è una vocazione umana, da sempre. Gli spostamenti sono necessari anche per motivi di lavoro. Ma per una ripresa effettiva del turismo post Covid- 19 ci vorrà tempo e soprattutto metodo. Nel frattempo, si moltiplicano le iniziative per promuovere sul web e sui social il nostro Paese, con video emozionali e proposte all’insegna del migliore made in Italy: dalle ricette di chef stellati - entrati nelle case con ricette e profumi - al racconto di come gli hotel italiani stanno arricchendo la proposta di soggiorno nella massima sicurezza. Tutte “cartoline” di un’Italia che ricorda al mondo il suo patrimonio di ricchezza ineguagliabile e la sua vocazione all’accoglienza, empatica e altamente professionale. Se viaggiare significa esperienze uniche, questo è il Paese dove bisogna tornare.

Per maggiori informazioni sulle strutture, clicca su dettagli e consulta le schede della nostra Directory: 

Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel
Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel
L
Via A. Cadlolo 101
00136 Roma (Roma) - +39 0635091
Verdura Resort
Verdura Resort
L
S.S. 115 KM 131
92019 Sciacca (Agrigento) - +39 0925998001
The Westin Excelsior, Florence
The Westin Excelsior, Florence
Piazza Ognissanti 3
50123 Firenze (Firenze) - +39 05527151
Best Western Plus Hotel Universo
Best Western Plus Hotel Universo
Via Principe Amedeo, 5b
00185 Roma (Roma) - +39 06476811
The St. Regis Florence
The St. Regis Florence
Piazza Ognissanti 1
50123 Firenze (Firenze) - +39 05527161
Best Western Premier Hotel Royal Santina
Best Western Premier Hotel Royal Santina
Via Marsala 22
00185 Roma (Roma) - +39 06448751
Hilton Garden Inn Rome Claridge
Hilton Garden Inn Rome Claridge
Viale Liegi 62
00198 Roma (Roma) - +39 06845441

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