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Space Tourism
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Space Tourism

In Puglia, il primo spazioporto italiano per i futuri voli di linea suborbitali entro il 2020
 

Il Cavaliere Bianco_1

È ufficiale: anche l’Italia entra a pieno titolo nella corsa verso il primo viaggio spaziale per turisti avventurosi e danarosi. Con buona pace dei principali contendenti, Sir Richard Branson e Jeff Bezos, nessun miliardario italiano sta cercando di batterli sul tempo, ma all’aeroporto di Taranto-Grottaglie inizieranno i lavori per la realizzazione, che dovrebbe concludersi entro il 2020, del primo spazioporto italiano (e forse europeo) per i futuri voli suborbitali. Spazio aereo, territorio, meteorologia, ambiente e infrastrutture: tutto sembra essere perfetto in Puglia (lo dice il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per far partire, a breve e nel rispetto della sostenibilità ambientale, le prime navette di aziende private con a bordo non già esperti astronauti, ma semplici viaggiatori.

La nuova frontiera del turismo

A riportare il tema del turismo spaziale al centro dell’attenzione è stato lo stesso baronetto britannico Richard Branson, che di recente ha annunciato (i critici potrebbero dire che è l’annuncio numero 15 negli ultimi 14 anni) l’imminente partenza dell’aereo razzo SpaceShipTwo della Virgin Galactic con a bordo i primi 6 turisti spaziali. Destinazione: lo spazio vicino, tra gli 80 e i 100mila metri di altitudine; fino ai 15.000 metri di altezza trasportati dal velivolo madre, il Cavaliere Bianco (che poi riatterrerà nello spazio porto come un normale aereo), poi sospinti nello spazio suborbitale dal motore a razzo e, infine, in caduta verso la terra per provare l’emozione dell’assenza di gravità. Che il primo volo commerciale di linea per lo spazio sia vicino, pare ormai una prospettiva reale, da una parte grazie al recente cospicuo finanziamento di un miliardo di dollari da parte di un fondo pubblico dell’Arabia Saudita (che si aggiungono ai biglietti da 250mila dollari già venduti), dall’altra grazie alla buona riuscita di due test di volo negli ultimi mesi, uno ad aprile e uno a maggio, che hanno portato lo SpaceShipTwo a quota 35mila chilometri.

Blue Origin_1

Gli investimenti di Bezos

Le ambizioni del poliedrico baronetto britannico si devono scontrare, però, con quelle altrettanto agguerrite di Jeff Bezos che ha appena dichiarato di investire nella sua Blue Origin un miliardo di dollari all’anno, grazie alla vendita di azioni su Amazon; il magnate del web punta tutto sulla convenienza di capsule e razzo riutilizzabili e lo scorso aprile ha effettuato con successo l’ottavo test di volo suborbitale, il secondo con la capsula attuale: il razzo New Shepard in 2 minuti e 26 secondi ha portato in quota la capsula Crew Capsule 2.0, dotata di finestre panoramiche e capace di ospitare 6 persone; quindi razzo e capsula si sono separati, il razzo tornato a terra, atterrando intatto dopo 7 minuti dal decollo, mentre la capsula ha aperto i tre paracadute e ha acceso i retrorazzi per attutire l’atterraggio, toccando terra 10 minuti dopo il lancio.

Hotel di lusso tra le stelle

Entro il 2019 o il 2020 cinque o sei turisti all’anno potranno fare una vacanza di 14 giorni presso la Stazione Spaziale Internazionale con tutti i comfort (o quasi). L’agenzia spaziale russa Roscosmos, infatti, dovrebbe lanciare il prossimo anno il modulo NEM-2, il primo orbitante solo per turisti, dotato di due bagni, cabine personali, connessione a internet e un’area lounge con una finestra da 16 pollici.

Il modulo verrà agganciato alla stazione spaziale e potrà ospitare da 4 a 6 persone, includendo persino una passeggiata spaziale in compagnia degli astronauti. Il primo turista spaziale in orbita fu l’imprenditore Dennis Tito, che nel 2001 spese 20 milioni di dollari per passare 8 giorni sulla ISS. Ora, con il nuovo hotel stellare, pare che la cifra richiesta salirà a 40 milioni di dollari per due settimane. Per il 2021 un altro hotel spaziale (vedremo chi arriverà per primo) sarà messo in orbita a 320 km dalla Terra dalla società Orion Span. La Aurora Station, 10 metri per 4,2, potrà ospitare due membri dell’equipaggio e quattro turisti, in “comode” suite doppie dotate di molte finestre. Dopo un periodo di training di tre mesi, il soggiorno durerà 12 giorni per la cifra di 9,5 milioni di dollari a testa, e garantirà, oltre all’emozione della gravità zero, un numero elevato di albe e tramonti, considerando che la stazione completerà l’orbita terrestre ogni 90 minuti.

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