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2020

Italia, alzati e cammina!

Il Coronavirus mette alla prova gli anticorpi del sistema Paese. Ora occorrono misure straordinarie per sostenere i settori più colpiti. Economia e turismo in primis

Il turismo congressuale ai tempi del Coronavirus in Italia_1

Nell’anno in cui l’Italia avrebbe dovuto vivere il momento d’oro del turismo cinese – nel 2020 tra l’altro ricorre il cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra questi due paesi – ci ritroviamo a subire gli effetti di un “incoming” indesiderato, il Coronavirus. C’erano grandi aspettative verso il mercato cinese che, nell’ultimo triennio, con 5 milioni di presenze all’anno, si era dimostrato in Italia il più performante soprattutto come capacità di spesa, davanti addirittura a Russia e Stati Uniti, prediligendo alberghi di fascia alta e acquistando beni di lusso. E solo pochi mesi fa l’aeroporto di Fiumicino inaugurava nuove rotte per la Cina, diventando uno degli scali europei più connessi con questo Paese.

Ora la decisione governativa di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria di sei mesi, collateralmente alla sospensione dei voli da e per la Cina, ha cambiato di colpo lo scenario, con un impatto forte sull’industria dei viaggi in Italia, oltre che sull’economia mondiale. Si stima che la perdita a fine anno per il mancato incoming dalla Cina potrebbe raggiungere i 4 miliardi e mezzo. Giorgio Palmucci, Presidente Enit, lancia un appello dalle pagine del Sole 24 ore, auspicando uno sforzo congiunto da parte di tutti, operatori, associazioni e istituzioni: «L’allarme Coronavirus non deve farci rinunciare a un mercato importante come quello cinese. Gli arrivi da gennaio a marzo ormai sono persi, ma dobbiamo augurarci che si superi questa emergenza presto. È fondamentale uno sforzo di sistema che unisca il mondo del turismo a quello del Made in Italy e del lusso per recuperare il possibile in quel mercato così promettente e chiudere almeno ai livelli dell’anno precedente».

Il turismo congressuale ai tempi del Coronavirus in Italia

Mentre, si aspettano misure governative a sostegno delle imprese del settore, dagli sgravi fiscali agli ammortizzatori sociali, la paura del virus e le disposizioni di tutela preventiva messe in atto negli ultimi giorni stanno avendo pesanti ripercussioni anche sull’industria degli eventi aggregativi. Sono sospese fino ai primi di marzo tutte le attività congressuali e d’incontro negli hotel: corsi di formazione, conferenze stampa, meeting aziendali, a cominciare dalla convention annuale di Federcongressi&Eventi che era prevista a Treviso il 24 e il 25 febbraio e rimandata a data da destinarsi. Sono saltate anche le fiere programmate per il mese di febbraio a Fiera Milano Rho e Fiera Milano City come Mido, Myplant & Garden, Filo Connext 2020, (convention di Confindustria). Mentre,
a Montichiari (Brescia), è stata chiusa in anticipo GolosItalia e la Bologna Children’s book fair - evento d’eccellenza dell’editoria per ragazzi - posticipata a maggio. Slittano a giugno persino il Salone del Mobile di Milano e Cosmoprof di Bologna. Preoccupanti le stime per il settore che paventa una perdita economica intorno a un miliardo e mezzo di euro nell’arco di un solo mese.

«Il nostro è un grido di allarme che chiede risposte immediate e precise», sostiene Alessandra Albarelli, presidente dell’associazione italiana dei congressi e degli eventi Federcongressi&eventi. «Siamo chiaramente consapevoli di come sia indispensabile adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica e siamo stati pronti ad attuarle. Alle istituzioni chiediamo, però, di aprire urgentemente un dialogo con la nostra associazione affinché le eventuali successive ordinanze tutelino il settore della meeting industry: cancellare lo svolgimento di eventi e congressi significa, infatti, arrecare un ingente danno economico non solo alle imprese direttamente coinvolte nella loro organizzazione ma anche alle città e ai territori che li ospitano alla luce dell’indotto generato».

Intanto, sempre Palmucci ribadisce l’attuazione del piano triennale dell’Enit, precisando che per l’anno in corso sono previste numerose iniziative dalle sedi estere di Enit, di cui il 20% finalizzate a promuovere la meeting industry italiana, puntando sulla diversificazione dei mercati, con un’attenzione particolare rivolta al mercato domestico, soprattutto quello delle destinazioni minori e delle città d’arte e cultura, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica. Non dobbiamo dimenticare, nemmeno, che l’Italia è stato il paese che ha isolato il virus, che il nostro sistema sanitario è un’eccellenza e che, se la combinazione tra sistema sanitario d’eccellenza e l’applicazione delle misure straordinarie riuscirà a contenere in tempi accettabili il virus, l’Italia potrà diventare un modello per affrontare altre emergenze di questo tipo.

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