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2020

Turismo sessuale minorile. Un primato vergognoso per l’Italia.

Nel mondo 3 milioni di persone viaggiano ogni anno per turismo sessuale. Molti sono italiani ed il fenomeno è in crescita ovunque, secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale del turismo (OMT).

Turismo sessuale in Italia_1

Le mete più gettonate per il turismo sessuale minorile sono i cosiddetti “paesi del terzo mondo”, dove povertà e corruzione rendono più facile commettere questo tipo di reato. L’Italia gode, purtroppo, di un triste primato, piazzandosi tra i primi sei paesi da cui partono i “clienti” in cerca di minori che si prostituiscono.  

Come denunciato da uno studio di Ecpat Italia, delegazione nazionale di ECPAT, la più grande organizzazione no profit internazionale per la difesa dei diritti dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, sono circa 80 mila, gli individui, per lo più uomini (90%) che viaggiano ai fini di sfruttamento sessuale dei nativi incontrati nei paesi di destinazione. Gran parte dei turisti sessuali ha una età compresa tra i 20 e i 40 anni.

Gli altri paesi da cui partono significative masse di viaggiatori “sessuali” sono la Francia, la Germania, il Regno Unito e, negli ultimi tempi, è sensibilmente cresciuta la quota di partenza da Cina e Giappone. Mentre i principali paesi di destinazione sono Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, oltre a Thailandia e Cambogia, i Paesi del Centro Africa e dell’Est Europa.

Verso una maggiore sensibilizzazione

In Italia, a partire dal 2012 sono state messe in atto una serie di campagne tese a sensibilizzare sul tema, insieme a numerose campagne internazionali a tutela dei “Diritti Minorili nel Mondo”.

Tra le tante un’iniziativa italiana ha previsto l’affissione di un manifesto informativo in decine di aeroporti italiani, per denunciare una situazione sempre più dilagante, ma anche per stimolare una presa di coscienza in chi ha come scopo ultimo del proprio viaggio l’abuso del corpo di un bambino.

Si tratta di una piaga così diffusa che perfino sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, le schede di molti Paesi pongono bene in evidenza le pene previste per chi sfrutta la prostituzione minorile. In alcune strade dei paesi del Centro Africa non è difficile trovare affissa cartellonistica contenente messaggi scritti in italiano che intimano di non toccare i bambini!

Cosa dice la legge italiana sul reato di turismo sessuale

A normare questo tipo di illeciti nel nostro paese c’è la legge 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, aggiornata poi dalla 38/2006,Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo pornografia anche a mezzo Internet”.

La normativa italiana è considerata molto avanzata ed è stata tradotta in varie lingue perché è una delle prime che ha previsto il principio di extraterritorialità: gli italiani che compiono turismo sessuale potrebbero essere inquisiti nello stato estero, su denuncia delle vittime, e poi in Italia, d’ufficio, dalla magistratura.

Il Gruppo Accor ed Ecpat insieme contro lo sfruttamento sessuale dei minori

Il turismo sessuale è un tema su cui il Gruppo alberghiero ACCOR è impegnato da molti anni ed in tutto il mondo; e dal 2014 è diventata una delle priorità del programma mondiale di sviluppo sostenibile. Il Gruppo collabora da molti anni e attivamente con ECPAT (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes) nella lotta contro il turismo sessuale a danno di minori e ha al proprio interno definito un programma di formazione per i propri collaboratori attraverso l’Académie Accor Italia.

Con il lancio di PLANET 21 Accor ha anche rafforzato il proprio impegno allargando la difesa dei minori nei confronti dello sfruttamento sessuale commerciale. «Sono oltre 2 milioni i bambini nel mondo vittime di sfruttamento sessuale a fini commerciale. Chi opera nell’industria turistica non può non tenere conto di questi numeri impressionati. La tutela dei minori è per noi una priorità, è infatti uno dei 21 impegni assunti nel nostro programma di sviluppo sostenibile PLANET 21», ha dichiarato Alessandro Arborio Mella, Direttore Risorse Umane Accor Italia.

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