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2018

Il valore dell’esperienza

Chi ha detto che per avere successo si deve essere giovani a tutti i costi? In certi ruoli l’esperienza fa la differenza perché sinonimo di merito, affidabilità e responsabilità
 

Carmen Pianelli, business manager di Assioma_1

“Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”. Così un proverbio africano spiega la saggezza di chi ha vissuto abbastanza intensamente e a lungo da aver accumulato un ricco bagaglio di conoscenze. Una frase da applicare a tutti gli aspetti della vita, lavoro incluso.

Infatti, al giorno d’oggi, l’esperienza, unita alla competenza è una risorsa importante anche per l’impresa.

«Rispetto al passato, le aziende sono più aperte verso i senior, concependo questi ultimi come un valore aggiunto», dice Carmen Pianelli, business manager di Assioma, società di ricerca e selezione di personale. Secondo una ricerca dell’Istat, nel 2017 le assunzioni delle persone over 50 sono aumentate di 300 mila unità, segno che la maturità è considerata una peculiarità di grande rilievo, dalle multinazionali fino alle piccole e medie.

I ruoli direttivi o di mentoring sono perfetti per i senior che hanno la capacità di individuare la linea più giusta (che tiene conto sia degli obiettivi che delle diverse esigenze/problematiche dell’azienda e del team) e di trasferire ai più giovani il know how e la passione per il lavoro, essendo spesso portatori di valori aziendali e doti caratteriali come scrupolosità e abilità nelle relazioni.

Le skill dei senior

Una persona con una certa maturità ha una visione completa del proprio ambito e può dare contributi di rilievo sia nei processi produttivi che in fase di analisi; inoltre i senior sono in grado di motivare nel modo più efficace le giovani leve e di trasferire loro un bagaglio di valori preziosi.

Il senso di responsabilità, l’arte del problem solving e l’autogestione non si studiano sui libri e nemmeno si imparano a scuola, ma si apprendono sul campo, attraverso il mentoring.

Se è vero che, in genere, un trentenne è più abile nella gestione delle ultime tecnologie, è altrettanto vero che, in media, un over 50 ha più resilienza e maggiore vision strategica, doti che consentono di raggiungere gli obiettivi in tempi brevi, skill che sono proprie del ruolo di leader.

A dimostrarlo è la forte richiesta di senior per ruoli di rango dirigenziale, a cui è richiesto di saper trattare con la proprietà e coordinare i collaboratori.

«L’apertura al cambiamento, il lavoro di gruppo e lo spirito di adattamento», continua Pianelli, «sono attitudini che anche a noi selezionatori servono per capire la validità di un candidato».

I campi dove è richiesta maggiormente l’esperienza

La credibilità è dunque un’arma in più che gli over possono abilmente giocarsi nelle mansioni manageriali e di consulenza.

Un aspetto interessante riguarda il mondo delle pmi, che richiedono professionisti maturi in ruoli di management per riorganizzare il gruppo di lavoro o ricercare nuovi mercati. «La visione lungimirante di un esperto», spiega Carmen Pianelli, «è in grado di cogliere eventuali punti di debolezza che una visione entusiasmante, tipica di un giovane, non coglie nell’immediato».

Altre qualità apprezzate sono la determinazione, la chiarezza di intenti, la gestione di stress e frustrazione.

Un senior non si arrende e statisticamente, riesce a ricollocarsi in minor tempo rispetto a un giovane, come dimostra uno studio di Intoo, società di Gi Group.

Per Cetti Galante, amministratore delegato di Intoo, il segreto per ricollocarsi con successo è lavorare su se stessi, valorizzando le proprie competenze distintive e integrandole o aggiornandole dove necessario, per riproporsi sul mercato in modo più competitivo, indipendentemente dal livello gerarchico.

Troppo controllo non paga

«In azienda una persona esperta ha esigenze diverse rispetto a chi è alla sua prima esperienza; necessita prima di tutto di autonomia e fiducia, solo così riesce a esprimersi al meglio. Troppo controllo non paga. Il monitoraggio ci vuole ma deve essere svolto attraverso il dialogo e il confronto» dice Pianelli.

Una parte non indifferente riguarda la formazione, fondamentale in un mondo in continua evoluzione, fruibile attraverso corsi, lezioni e seminari: i temi in cui gli over 50 necessitano di apprendimento riguardano la digital transformation e l’internazionalizzazione.

La digital transformation si è estesa ormai a tutti i settori produttivi e, con un’adeguata preparazione si possono sfruttare a proprio vantaggio i relativi cambiamenti. Nel mondo, però, gli investimenti in e-skill sono in diminuzione e solo una società su due (rapporto LinkedIn Capgemini) si rende conto del divario che ne consegue; un’altra problematica che emerge dalle statistiche riguarda la conoscenza della lingua inglese, spesso scolastica o addirittura assente.

Infine, «molte aziende prediligono il contratto a tempo determinato, un trattamento più adatto alla flessibilità attuale del mercato che oggi sembra essere apprezzato sempre di più anche dai canditati, desiderosi di fare esperienze diverse.

 

Questo articolo è stato pubblicato su MasterMeeting. Leggi anche Il valore della diversità.

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