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2020

Il Mercato Centrale, le nuove piazze del cibo made in Italy

Dopo Firenze, Roma e Torino, il Mercato Centrale fa tappa anche a Milano a suon di sapori, colori, profumi e intrattenimento.

Il Mercato Centrale, le nuove piazze del cibo made in Italy_1

Il “Mercato Centrale” è un’idea che diventa luogo, un punto di riferimento per chi ama, vive e sceglie il cibo.” Così recita lo slogan di questo nuovo format della ristorazione, sbarcato in Italia qualche anno fa e già in cima alla lista dei desideri di molti.

Nato su iniziativa dell’imprenditore lucano Umberto Montano, di cui è Presidente e fondatore, quello del Mercato Centrale è una piazza del cibo in-door, un format che - sulla scia dei mercati gastronomici coperti europei - si prefigge di valorizzare il potenziale del territorio, delle sue bontà e delle persone che lo abitano.

Il Mercato Centrale ripopola e riqualifica i quartieri periferici delle città, insediandosi in location che per ampiezza e collocazione sono perfetti per la sua indole: un’imperdibile attrazione per i turisti, una ghiotta occasione per scoprire i tesori del Bel Paese, ma soprattutto un ritrovato punto di riferimento per gli abitanti delle città.

Al Mercato Centrale il cibo si veste di abiti più gourmet rispetto alla semplicità dei mercati tradizionali, prendendo in prestito luoghi storici tirati a lucido per l’occasione. Allo stesso tempo resta un luogo autentico in cui scoprire e condividere squisiti momenti sociali e culturali.

Di città in città, il successo delle nuove piazze del cibo

Il primo ad aprire i battenti è stato il Mercato Centrale di Firenze. Era il 2014, quando 3000mq del primo piano dello storico mercato coperto di San Lorenzo sono stati aperti al pubblico, nella cornice suggestiva dell’edificio progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni, già autore del mercato di Sant’Ambrogio e della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. È nato come luogo di incontro tra cibo e cultura, teatro di eventi culturali gratuiti e aperti a tutti.

Dopo il successo di Firenze, nel 2016 è stata la volta di Roma. Il Mercato Centrale riporta in vita lo splendore di uno dei tesori nascosti tra i binari della Stazione Termini, senza tradirne l’essenza. Parliamo della Cappa Mazzoniana, storico luogo di preparazione dei catering dei treni.

Il cuore del mercato romano sono gli artigiani con le loro botteghe, privilegiati rappresentanti dell’iconico rituale di condivisione e valorizzazione del cibo. Materie prime pregiate, preparazioni autentiche regionali, enoteche, banchi del pesce fresco, c’è solo l’imbarazzo della scelta, in questo crocevia di sapori, profumi e colori.

Succede poi, che dopo qualche anno, anche Torino accetta la sfida e, dallo scorso aprile, sceglie il Mercato Centrale per comunicare la cultura dell’artigianato enogastronomico a coloro che vivono la città, stabilmente ma anche di passaggio. Saranno gli spazi del Centro Palatino dello storico mercato di Porta Palazzo ad ospitarlo. Una struttura di 4.500 mq divisa su tre piani con 28 botteghe degli artigiani, aule didattiche, laboratori e uno Spazio Fare dedicato agli eventi.

Il mercato centrale arriva a Milano

E infine, per l’ultima tappa arriviamo a Milano, dove il Mercato Centrale verrà inaugurato nei primi giorni di aprile. Costeggerà la Stazione Centrale in Via Sammartini - in uno spazio di oltre 4500mq - che rivitalizzerà un quartiere non certo famoso per il suo appeal.

A soddisfare le fantasie culinarie degli ospiti ci saranno 25 banchi di artigiani del gusto, con la migliore offerta gastronomica del territorio locale, regionale e nazionale, il ristorante, la caffetteria e un dehors di 200mq ad ospitare tante mostre, presentazioni di libri, installazioni, laboratori.

La filosofia che muove il format è l’importanza di nutrirsi di cibo e cultura. Ed è in questa logica che si è inscritta la volontà di affidarne la direzione artistica al dj, cantante e produttore musicale Alessio Bertallot, che coordinerà per l’occasione MI-SIDE, un progetto nato per scoprire le vibrazioni nascoste di Milano attraverso sei video d’autore di altrettanti artisti underground.

Che dire, il calendario è già fitto di date, tocca solo aspettare il taglio del nastro e poi fare un salto in quello che sarà un motivo in più per apprezzare le infinite e golose vibrazioni di Milano.

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