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Al Turismo piace Hipster
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1912
2016
Al Turismo piace Hipster

Out of mainstream, amante dell’autenticità ed eco friendly, il viaggiatore hipster è un’opportunità interessante per il settore, che promuove uno tipo di turismo decentralizzato, sostenibile e di qualità

Per tutti quelli che (come me fino a qualche tempo fa) non sanno bene che cosa significhi hipster, possiamo dire che la parola, ormai di diffusa un po’ in tutto il mondo, è sinonimo di vintage, bohémien, alternativo, progressista ecologista, non convenzionale. Tra le tante varianti che hanno connotato l’estetica e l’etica della comunità hipster, a partire dagli anni Quaranta dello scorso secolo, quella che si è andata affermando soprattutto negli ultimi cinque o sei anni è stata l’essenza out-of-mainstream dell’uomo e della donna hipster: baffi e barba lunghi e demodé, acconciature asimmetriche stile punk rock, occhiali dalle montature impegnative, jeans a vita alta e camicie da boscaiolo sono solo la superficie visibile di una filosofia di vita che aborre tutto quanto è scontato, banale, di massa e di moda. Nella vita di tutti i giorni, ma anche nei viaggi.

Così lo stile hipster, che nel frattempo, e non senza le contraddizioni del caso, è diventato di tendenza, influenza anche le scelte dei turisti, hip e non. Quando il viaggiatore hipster visita una città sceglie non già i monumenti più famosi né i quartieri più trendy, ma le zone non turistiche, autentiche e originali, dove entrare in contatto con la gente del luogo, con la gastronomia, meglio se bio, con le iniziative culturali alternative, con lo shopping vintage e i prodotti alimentari km 0. Da Londra ad Amsterdam, da Madrid a Berlino, passando per Milano e Roma, sono sempre di più le destinazioni grandi e piccole che stanno cogliendo l’occasione di attrarre questa nicchia di mercato, per decentralizzare il turismo e far vivere una nuova vita ai quartieri periferici e meno noti.

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Madrid

L’hipsterìa dilaga nella capitale spagnola, in particolare nel quartiere di Malasaña, storico centro della Movida madrileña degli anni Settanta e Ottanta e, da un po’ di anni, regno incontrastato degli hipster in bicicletta. Qui le parole bohemien e vintage si trovano praticamente ovunque, tra supermercati ecologici, centri culturali, bar in stile anni Quaranta, negozi di artigianato, spazi ex-industriali, coworking e concept store in cui la mania per le cupcake si declina con ogni altra possibile offerta commerciale. Mentre nel vicino quartiere trendy-gay di Chueca c’è perfino una chiesa cattolica in stile hipster, che per espletare il proprio compito evangelico di accoglienza, si apre alla comunità di credenti e non con un cartello in perfetto stile hip: “Caffè gratis, Wi-fi, aperto 24/7, gli animali sono benvenuti, TV”. HipTip: La Bicicleta Cycling Café – panini, insalate e biciclette in un locale assolutamente hipster.
www.labicicletacafe.com

Amsterdam

L’Olanda ha fatto della tendenza di viaggio hipster addirittura un brand, con una campagna dedicata (Holland. The Original Cool). Il quartiere hipster per eccellenza della capitale olandese è senza dubbio Amsterdam Noord. Questo è il regno del cibo biologico, dei negozi vintage, dei mercatini alternativi e degli workplace sostenibili. Qui vecchi magazzini e cantieri navali in disuso si sono trasformati in affascinanti spazi dove cultura, divertimento e artigianato convivono in un’atmosfera molto rilassata.

Hip Tip: Cafe de Ceuvel, un piccolo villaggio hipster sull’acqua – dove prima c’era un cantiere navale –. Cool e biologico, si mangia a km 0, si bevono bevande analcoliche e ci si gode il panorama.
www.deceuvel.nl

Londra

Gli hipster hanno in comune la passione per il cibo, biologico, locale, vegan o alternativo, purché di alta qualità. Il quartiere per eccellenza per gli hip-foodies è Shoreditch, il quartiere londinese dal passato industriale, i cui magazzini sono stati trasformati in gallerie d’arte (è il regno della street art dell’artista Banksy), locali vintage e ottimi ristoranti, dove scoprire gusti e persone originali e autentiche.

Hip Tip: Cereal Killer Café, un bar e negozio dove condividere con i proprietari, totalmente hipster, la passione più sfrenata per il latte con i cereali (ne servono oltre 120 tipi provenienti da tutto il mondo), non solo per colazione, ma a ogni ora del giorno.
www.cerealkillercafe.co.uk

Berlino

Volente o nolente la capitale tedesca è stata invasa dai viaggiatori hipster. E, sebbene qualche berlinese se ne lamenti, questo ha voluto dire una crescita notevole del turismo. Il quartiere bohemian-punk di Kreuzberg è il centro incontrastato di questa controcultura turistica, con un mix di cucina internazionale, coffeehousegourmet, bar cool e street art. Un tempo uno dei quartieri più poveri di Berlino, a cavallo Est e Ovest, oggi è un centro di cultura e stile.

Hip Tip: East Side Gallery, street art su quel che resta del Muro di Berlino.
www.eastsidegallery-berlin.de

Roma

Bohémien e vintage, il Rione Monti è il quartiere preferito dagli hipster nella nostra capitale. Tra Piazza Venezia, il Colosseo e l’Esquilino, questa è una delle zone più autentiche del centro di Roma, old style al punto giusto, cool senza essere di moda, ricca di capolavori dell’arte antica, ma anche di moderne gallerie, mercati tradizionali, bar, ristoranti slow food, negozietti gourmet e laboratori artigiani.

Hip Tip: Mercato Monti, il più importante mercatino vintage di Roma, dà voce e spazio a talenti creativi, artigiani e artisti di tutto il mondo.
www.mercatomonti.com

Milano

Con la rivoluzione portata da EXPO la città ha cambiato faccia e anche quartieri periferici o semi periferici si sono riscoperti come un polo di attrazione per giovani creativi e hipster fuori dal coro. C’è sicuramente l’Isola, che, a due passi dai grattacieli di Porta Nuova, ha mantenuto il suo fascino autentico, declinandolo in salsa cool, ma ci sono anche altre zone sulle quali sarebbe stato più difficile scommettere: l’Ortica, Bovisasca e soprattutto NOLO (acronimo di North of Loreto), tra locali vintage, gallerie, laboratori d’arte e un mix indefinito di culture, sembra proprio che ambiscano a essere i nuovi centri del divertimento e del turismo alternativo.

Hip Tip: Talent Garden – Merano Campus, in una piccola parallela di viale Monza, si trova lo spazio di Co-working più innovativo della città.
milano.talentgarden.org.

I 5 hotel più hipster al mondo

Fabric, Parigi
Ispirato al passato industriale della città, tra mattoni e tubi a vista, accosta, con un design di grande impatto, cuoio, metallo e colori bold.
www.hotelfabric.com

1888 Hotel, Sydney
È orgogliosamente il primo Instagram Hotel, con uno spazio all’entrata dedicato ai Selfie, foto Instagram dei clienti appese ai muri delle stanze, un iPad per stanza e, ovviamente, free Wi-fi ovunque.
www.ovolohotels.com

RoughLuxe, Londra
In una tipica casa londinese, con solo 9 stanze, è il sogno degli hipster con il suo stile shabby chic portato alle estreme conseguenze.
www.roughluxe.co.uk

The IronHorse, Milwaukee
Un magazzino della capitale del Wisconsin è stato trasformato in un hotel-loft, con 100 stanze dall’eleganza post-industriale, dove ogni dettaglio è segno di una attenzione maniacale al design.
www.theironhorsehotel.com

Alma Hotel &Lounge, Tel Aviv
Nella città più hipster di Israele, questo hotel da 15 stanze fonde l’ispirazione bohemian con lo stile chic sofisticato. In un edificio storico del 1925, accosta arditamente l’architettura storica con il lusso contemporaneo.
www.almahotel.co.il

Hipster addio... benvenuti Yuccies?

Nonostante lo stile hip domini ancora la scena internazionale, c’è chi giura che il tempo degli hipster sia già passato e un’altra schiera di alternativi cool sia pronta a prenderne il posto. Si tratta degli Yuccies, acronimo di Young urban creatives, giovani imprenditori della Internet economy con ancora pochi soldi, ma molto ben disposti a spenderli, fondatori di startup, appassionati di hi-tech, social network e gastronomia, esteticamente più “composti” degli hipster, ma altrettanto affascinati da co-working, gallerie d’arte, caffè e ristoranti biologici e laboratori creativi.

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