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Coworking in hotel

Il coworking oggi non è certo una novità. Del tutto nuova è, invece, l’attenzione che gli hotel più innovativi stanno dando a questo fenomeno, individuando negli spazi di lavoro condiviso una nuova opportunità per offrire ai propri ospiti servizi utili e up-to-date, ma anche per generare nuovi fatturati e attirare nuovi clienti

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Da sempre gli hotel sono luoghi nei quali i viaggiatori d’affari hanno non solo soggiornato, ma anche lavorato. Le esigenze cambiano, ma il cambiamento non è scontato e neppure di poco conto. Il passaggio dalla stanza del business center, attrezzata di scrivanie, terminali, stampanti, agli spazi di coworking in stile sharing economy è un salto enorme in termini di design e di fruizione.

Dopo aver fatto entrare il wi-fi, gratuito ed efficiente, nelle logiche degli albergatori, oggi il mondo dell’accoglienza si trova di fronte a nuove sfide: da una parte il mondo digitale e delle nuove tecnologie, dall’altra un nuovo modo di lavorare, di viaggiare e di soggiornare. Il modello bleisure invade ogni aspetto del viaggio e del soggiorno d’affari, arrivando a stravolgere i connotati anche della quotidianità lavorativa. Ma come rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori-lavoratori e quindi del coworking? Ecco come trasformare gli spazi comuni, dalla lobby al ristorante fino agli altri spazi social dell’hotel, in una prospettiva work-friendly.

  1. Se ormai la connessione wi-fi, potente e gratuita ovunque, è data per scontata, bisogna provvedere sul fronte di prese di corrente a portata di mano di carica batterie, ancora meglio l’offerta di carica batterie già collegati con tutti gli adattatori disponibili, e tavoli condivisi alternati a comodi spazi per il relax;
  2. Gli spazi di coworking non dovrebbero rivolgersi solo agli ospiti dell’hotel, ma attirare anche un pubblico nuovo di creativi, professionisti e imprenditori con la voglia di fare che riesce a convertire la crisi in opportunità e con una connaturata propensione al bello e al buono e quindi con un’interessante ricaduta anche sul bar, la ristorazione e le eventuali boutique presenti in hotel;
  3. È fondamentale coinvolgere un pubblico giovane che fa tendenza (si pensi agli influencer, blogger, start-up, …) e che, frequentando l’hotel, anche e soprattutto fuori dai periodi di alta stagione, gli dà un ulteriore appeal dinamico e contemporaneo;
  4. A discrezione dell’hotel è decidere se offrire gratuitamente il servizio del punto 3 oppure se creare delle tariffe ad hoc per gli spazi di coworking: far pagare una modesta quota oraria o giornaliera, che consente di accedere agli spazi condivisi, di avere una propria postazione con i servizi connessi e, magari, di poter usufruire di altre aree dell’albergo (bar, ristoranti, Spa, palestra o altro);
  5. La disponibilità di spazi per il coworking può spingere le aziende ad usufruire anche delle sale meeting attrezzate per presentazioni multimediali e di tutti i servizi congressuali offerti dalla struttura, anche in questo caso è consigliabile avere un occhio di riguardo alla flessibilità in termini di tempi e modi di utilizzo

Il cambiamento è nell’aria, ma bisogna pensarci in fretta: gli hotel si stanno aprendo al coworking, ma gli spazi di coworking si stanno già inventando nuove formule di ospitalità di design e di tendenza, con il cosiddetto coliving.

Coworking hotel

  • Hotel Schani, Vienna
    Aperto nel 2015, offre tariffe flessibili per gli spazi di coworking, anche con carnet da 10 o 30  accessi in mesi.
  • The Student Hotel
    Hotel dal design moderno e informale, con stanze smart, è l’ideale per soggiorni bleisure anche di diverse settimane.
  • YOTEL, New York
    Ogni spazio è dedicato alla condivisione: dalla lounge dedicata al coworking al ristorante con grandi tavoli comuni con prese di corrente e cabine private per la privacy.
  • Zoku, Amsterdam
    Si tratta di un ibrido inaugurato nel 2016. Qui si può vivere, lavorare, rilassarsi e condividere le proprie idee con i servizi di un hotel e la socialità di un buon vicinato.

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