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Le regole e le best practice dell’evento green

Quello dell’attenzione all’ambiente resta un trend centrale nello sviluppo del futuro della meeting industry e degli eventi green. Ecco perché i centro congressi dovranno badarci di più

Legambiente e Greenview hanno stilato delle regole d'oro per lo sviluppo di eventi e strutture green _1 Tra i suggerimenti di Legambiente si sottolinea l'importanza di utilizzare prodotti a chilometro zero, prediligere i fornitori locali e i prodotti biologici_2 Promuovere uno stile di vita sostenibile è uno dei punti del decalogo di Legambiente, bisognerebbe invitare i partecipanti a muoversi con i trasporti pubblici o la bicicletta_3 Greenview afferma che il 59% delle strutture utilizza energia proveniente da fonti rinnovabili, si tratta prevalentemente di energia eolica_4 Dai dati di Greenview emerge che il 33% degli hotel studiati abbia i così detti

Best practice: strutture e servizi sempre più green

Migliorare e semplificare la vita dei business traveller e di conseguenza aumentare la qualità ambientale di una location per eventi sono temi molto caldi oggi.
Il fatto che una location adotti misure particolari per contenere l’impatto ambientale delle  proprie attività è una discriminante di scelta per l’organizzatore di un evento, e in quanto tale non è più solo la dimostrazione di un maggiore impegno etico volto a ridurre gli sprechi ma anche un valido argomento di marketing capace di migliorare la reputation di una sede. Riguardo alle performance di sostenibilità dei centri congressi a livello globale la Società americana di consulenza Greenview ha stilato il “Green Venue Report” evidenziando diverse best practice. Lo studio non valuta soltanto il grado di sostenibilità di ogni singolo centro congressi, ma riporta i dati aggregati di performance relativi alle diverse misure o azioni che concorrono a determinare i parametri di sostenibilità. Pratica importante, perché, in questo modo, l’indagine offre, sia ai centri congressi che agli organizzatori di eventi, un parametro oggettivo di riferimento per le performance future. Inoltre, le best practice dei centri congressi studiati approfondiscono anche le iniziative intraprese oltre “le mura”, analizzando le iniziative sostenibili locali e regionali a cui prendono parte l’85% delle strutture.

  • Manager della sostenibilità: il 70% delle strutture ha un “sustainability manager”, cioè una persona interna dedicata a implementare e coordinare le azioni di sostenibilità, che, in tre quarti dei casi, ha titoli o certificazioni professionali specifici
  • Green team: il 77% dei centro congressi si  è addirittura dotato di una squadra “green” persone che lavorano in diversi dipartimenti ma il cui compito è informare e coinvolgere tutti i dipendenti nei programmi di riduzione dell’impatto ambientale
  • Personale “sostenibile”: l’86% delle strutture studiate ha personale commerciale e operativo preparato sul tema e pronto a rispondere alle domande e alle richieste dei clienti
  • Donazione cibo: ben l’80% dei centri congressi presi in esame dona regolarmente il cibo non consumato durante gli eventi agli enti caritatevoli locali
  • Riciclaggio: la media dei rifiuti che sono riciclati è del 52%, percentuale che può apparire inferiore alle aspettative, ma solo a causa del basso tasso di riciclabilità dei materiali di costruzione utilizzati per fiere ed esposizioni
  • Consumi e prodotti sostenibili: il 76% della spesa per prodotti di pulizia è destinata all’acquisto di prodotti certificati come sostenibili. Senza contare che ben il 93% dei centri congressi è in grado di fornire dati annuali sulla propria produzione di rifiuti, l’86% sul consumo di energia e il 90% sul consumo d’acqua. Per quanto riguarda invece la misurazione dell’impatto dei singoli eventi, il 72% può fornire dati di produzione dei rifiuti, il 48% di consumo energetico e il 34% di consumo idrico
  • Certificazioni ed energia rinnovabili: il 90% dei centri congressi ha ottenuto, o sta lavorando per ottenere, certificazioni specifiche di sostenibilità edilizia, mentre il 59% acquista energia proveniente da fonti rinnovabili e il 42% produce autonomamente parte dell’energia necessaria attraverso pannelli solari. Ma non solo: il 33% dei luoghi studiati ha “tetti verdi”, attrezzati cioè con piante o giardini pensili, e tra le strutture prese in esame ce ne sono un paio che hanno addirittura installato alveari per la produzione del miele
  • Accessibilità green: il 93% dei centri congressi è raggiungibile con i trasporti pubblici, inoltre l’87% dispone di postazioni per il parcheggio delle biciclette e il 65% ha stazioni di ricarica per le auto elettriche a disposizione di dipendenti e delegati.

Non importa se si tratta di un meeting, di una convention o di una kermesse. Le linee guida da seguire quando si vuole organizzare un evento sostenibile sono quasi sempre le stesse. A spiegare queste buone pratiche c'è anche Legambiente che, con il diffondersi di una coscienza più sensibile alle tematiche ambientali, ha studiato un decalogo di linee guida semplici ma estremamente efficaci.

Il decalogo del green meeting

  • Utilizzare prodotti a chilometro zero
  • Prediligere piccoli fornitori locali per ogni tipo merceologico
  • Preferire prodotti biologici
  • Operare la raccolta differenziata sia durante l’evento che nel post-event
  • Utilizzare stoviglie completamente biodegradabili
  • Servire acqua in brocche di vetro
  • Promuovere uno stile di vita sostenibile
  • Invitare i partecipanti a raggiungere l’evento con mezzi pubblici o biciclette
  • Regalare un omaggio agli invitati arrivati in bici
  • Piantare alberi per azzerare le emissioni di anidride carbonica prodotta

A ciò poi si aggiunge che quando se ne ha la possibilità bisognerebbe utilizzare tecnologie ad alta efficienza energetica e sfruttare fonti di elettricità pulita.

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