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Wine Architecture
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Wine Architecture, il volto contemporaneo della Toscana

14 grandi nomi del vino italiano aprono le loro cantine con l’obiettivo di valorizzare il territorio toscano attraverso il designe l’enoturismo
 

Rocca di Frassinello_1 Tenuta Ammiraglia Frescobaldi_2 Tenuta Argentiera_3

Una delle novità più interessanti del 2018, quarta Good Practice presentata dalla Toscana nell’ambito del progetto europeo Brand Tour, è il circuito Wine Architecture, un percorso di enoturismo che si snoda su 14 cantine d’autore e di design, dalle più antiche alle più giovani, diverse per tradizione e dimensioni, ma unite dall’amore per il vino e per il territorio.

14 cantine d’autore tutte da scoprire

Alla base c’è una rete di imprese costituita nel 2017 che riunisce 14 produttori d’eccellenza: a selezionarle è stata Ci.Vin - Società di Servizio Associazione Nazionale Città del Vino - che ha ideato il progetto, promosso da Regione Toscana in collaborazione con Vetrina Toscana, Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei sapori di Toscana in sinergia con Fondazione Sistema Toscana.

Customer experience emozionale

Due gli asset su cui si muove la proposta: da un lato edifici di altissima qualità architettonica aperti al pubblico che esprimono un rinnovato rapporto estetico fra spazio di produzione e prodotto lavorato, con scelte progettuali che favoriscono la bioarchitettura, sperimentando modalità di integrazione innovative e riducendo l’impatto ambientale; dall’altro la qualità vitivinicola made in Italy, un viaggio nel vino fatto di piacevoli scoperte. D’altronde la Toscana è la regione italiana in cui, sin dalla prima metà degli anni ’90, si è maggiormente concentrata la realizzazione di grandi cantine, un patrimonio che oggi la rende una delle destinazione-vino leader nel mondo anche per il turismo, con un milione circa di visitatori già nel 2013 e un volume d’affari stimato attorno agli 850 milioni di euro in continua crescita: un trend del turismo talmente importante da stimolare le più grandi maison del vino ad aprire le porte dei loro “templi enologici”. Ma quali sono queste nuove cattedrali della bio-architettura? Andiamole a scoprire.

Tra cielo e terra

Edifici imponenti che si slanciano verso il cielo o strutture perfettamente mimetizzate nel paesaggio, giochi di luce suggestivi e geometrie impeccabili, tra legno, vetro, acciaio e pietra, alcune con atmosfere che ricordano templi classici e riti ancestrali. Ecco 14 tappe di un viaggio intenso, da vivere in maniera personalizzata, scegliendone una o due magari tra quelle geograficamente più vicine. Certo è che tutte le cantine del percorso si rincorrono tra armonia con il paesaggio e arte architettonica nella sua connotazione più ampia, molte firmate dai grandi maestri dell’architettura contemporanea come Mario Botta, Renzo Piano e Tobia Scarpa.

Grandi nomi e nuovi canoni estetici

Per onorare la tradizione si può iniziare da Cantina Antinori, a San Casciano Val di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, un edificio che si affaccia sulla campagna solo tramite una terrazza circondata dal vigneto, tra l’altro recentemente premiata con il “Mies van der Rohe Award”, l’oscar europeo per l’architettura, a conferma dello storico legame della famiglia con la sua terra d’origine. Vicina ecco Cantina Fonterutoli, che insieme al Castello appartiene alla famiglia Mazzei dal 1435: qui la cantina è per il 75% interrata e la barriccaia, a 15 metri di profondità, suscita tutta l’emozione di uno spazio quasi sacro e inviolabile. Il Borro di Ferruccio Ferragamo sorge invece nel cuore del Valdarno, terra rara e preziosa: tutto il complesso è inteso come ambiente polifunzionale, aperto anche a mostre ed eventi, un’area superiore che anticipa un lungo corridoio interrato -  fiancheggiato da centinaia barrique -  che porta al cuore dell’antica cantina sotterranea. Situato sulla collina aretina dalla quale prende il nome, ecco il Podere di Pomaio dove si produce vino bio di alta qualità nel pieno rispetto dell’ambiente: il piano superiore, dedicato alla comunicazione e alla degustazione del vino, si apre con ampie vetrate sui vigneti e sul paesaggio circostante, per mettere in relazione diretta il visitatore con il panorama.

Verso il mare

Spostandosi verso la Toscana tirrenica, troviamo Cantina Caiarossa, immersa nel cuore della Val di Cecina, che produce vini di alta qualità secondo principi biodinamici e biologici: una progettazione che sfrutta solo la pendenza naturale del suolo, tanto che il processo di vinificazione risulta interamente soggetto alla forza di gravità. Arrivando sulla Costa degli Etruschi si incontra Tenuta Argentiera, tra sorgenti naturali e miniere d’argento: ispirato alle torri di avvistamento medicee, il progetto che ha dato vita alla Tenuta è realizzato interamente con materiali di recupero per non creare eccessivi contrasti con gli edifici preesistenti. Con una struttura moderna e funzionale, invece, la Cantina Petra produce il proprio vino tra le vicine colline della Val di Cornia; progettata dall’architetto Mario Botta, è scavata nel fronte della collina ed entra a farne parte come fosse lì da sempre. La luce naturale si diffonde in tutti gli spazi attraverso la maestosa scalinata che conduce sino a un poggiolo da cui è possibile ammirare il Mar Tirreno e le sue isole. La lunga galleria scavata nel cuore della collina è il punto di arrivo di un percorso misterioso attraverso due scenografiche barricaie, fino a toccare con mano una grande parete di roccia a vista. Da non perdere anche Fattoria delle Ripalte, a sud dell’Isola d’Elba, progettata da Tobia Scarpa: qui il vigneto è piantato su suoli difficili, sassosi e molto drenati (per la maggior parte terrazzato), la vite produce poco, ma la qualità dell’uva è alta.

Cantine di Maremma

Rocca di Frassinello, a Gavorrano, è elegante ed essenziale, firmata da Renzo Piano, che ha rivoluzionato questa concezione degli spazi ponendo al centro la barriccaia, sottoterra, per mantenere naturalmente stabili umidità e temperatura, e intorno, come in una cornice, tutte le altre funzioni del ciclo produttivo, che culminano nel “sagrato” dove nel periodo di vendemmia l’uva scende per caduta.

Alla Fattoria le Mortelle, della famiglia Antinori, vicino a Castiglione della Pescaia, la cantina si colloca sulla sommità della lieve collina che sovrasta la tenuta, in gran parte interrata, nell’ottica di un impatto ambientale il più ridotto possibile. Di proprietà della famiglia Frescobaldi, anche la Tenuta Ammiraglia sorge nel cuore della Maremma. Nel periodo estivo, l’elevata luminosità solare e le brezze marine creano condizioni particolarmente favorevoli alle qualità organolettiche del vino, donando una eccezionale varietà e ricchezza di profumi.

Sotto l’Amiata, verso Montepulciano

Tornando all’interno, ecco Castello Colle Massari proprio alle pendici del Monte Amiata, ma sul versante tirrenico. Qui nemmeno una goccia d’acqua viene sprecata durante tutte le fasi della lavorazione, compresa quella dei drenaggi sotterranei della barricaia, tenuta sempre in parte stoccata per garantire il giusto grado di umidità. Interamente recuperata, l’acqua viene alla fine tutta recapitata in un unico impianto di fitodepurazione e da lì riattinta per l’irrigazione delle vigne creando nel frattempo un’importante oasi umida ad alto contenuto naturalistico. Dirigendoci infine verso Siena, ecco Cantina di Montalcino, specializzata nella produzione del Brunello, dove la caratteristica copertura riprende il naturale movimento delle colline senesi, e Cantina Salcheto, progettata su risparmio energetico, efficienza ambientale e innovazione tecnologica, da cui nasce una linea di vini della spiccata territorialità di Montepulciano.

Patrimonio Toscana

Un grande progetto, quindi, un itinerario prezioso, creato da aziende che amano il proprio territorio di origine e intendono offrirlo al visitatore seguendo nuovi canoni di turismo, capaci di trasmettere con il design un’emozione, una propria visione del mondo. “Il nostro obiettivo -  si legge in una nota -  è quello di credere in un’impresa ancora più grande: promuovere una visione della Toscana contemporanea, quasi come nuovi custodi di un paesaggio che è un vero e proprio patrimonio dell’umanità.

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