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2020

Viaggio tra le dolci colline di Brisighella. Tra Storia e buon cibo

Città slow, borgo Bandiera Arancione e uno dei Borghi più belli d’Italia. Fondato nel 1200 su tre colli, Brisighella alle pendici dell'Appennino tosco romagnolo, vanta antiche tradizioni culinarie e ricchi spunti per un’originale esperienza Mice e luxury bleisure

Brisighella_1

I colori pastello delle dimore del centro storico, così come i curiosi nomi delle strade che conducono ai tre pinnacoli rocciosi che dominano il borgo su cui poggiano la Rocca Manfrediana, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino, ci riempiono lo sguardo di stupore stimolando ricordi di antiche fiabe. A Brisighella il tempo sembra essersi fermato ma ogni stagione regala l’emozione di farsi coinvolgere in feste, sagre e appuntamenti culturali che animano l’antico borgo medievale e termale (certificato tra i più Belli d’Italia) della Valle del Lamone nell’Appennino Tosco-Romagnolo, fra Firenze e Ravenna. A testimonianza delle sue eccellenze e della sua qualità di vita, Brisighella è stata anche insignita delle certificazioni Cittaslow e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. L’area vanta origini antichissime ma fu l’occupazione romana a valorizzarla con la costruzione della Via Faentina (in origine Via Antonina) percorsa dalle carovane che portavano il sale dalle Saline di Cervia a Roma. La storia di Brisighella, invece, affonda le sue radici alla fine del Duecento, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò la torre fortificata più importante della vallata ai cui piedi si sviluppò il Borgo il cui accesso principale, la Porta delle Dame pare derivi il suo nome dalle signore che qui, un tempo, accoglievano i forestieri. Così iniziamo la nostra passeggiata percorrendo l’Antica via del Borgo, risalente al XII secolo e nota come “Via degli Asini” per il ricovero, che nei secoli successivi, quando fu coperta, offriva agli animali dei birocciai che trasportavano il materiale dalle vicine cave di gesso. La sua originale architettura è unica: sopraelevata e coperta, è caratterizzata da mezzi archi dove la luce crea suggestivi chiaroscuri. Scarpinando in quel dedalo di antiche viuzze caratterizzate da tratti di cinta muraria e scale scolpite nel gesso, potrebbe venire anche un certo appetito soprattutto sbirciando nelle botteghe che mettono in mostra le specialità del luogo.

Botteghe artigiane tra i Borghi

Ecco L’Arte Del Matterello a Via Alberto Baccarini 21, guidata da Beatrice Guaducci che ci accoglie con un vassoio di spoja lorda – piccoli quadrati di pasta fresca riempiti con formaggio squacquerone e parmigiano – pronti per essere venduti insieme alle tante specialità di pasta fresca, pane, pizze e dolci lavorati dalle sue abili mani, seguendo antiche ricette tramandate da generazioni.

La gastronomia brisighellese si inserisce nella buona tradizione della cucina romagnola dove la sfoglia tirata a mano è la base per la preparazione di tutti i primi piatti, in brodo e asciutti: passatelli, tagliatelle, pappardelle, tortellini, garganelli, cappelletti, per citare qualche esempio. E sono gli ingredienti a fare la differenza, i prodotti genuini come l’olio extravergine di oliva “Brisighello” che si fregia della Dop europea, il formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso, la carne suina di mora romagnola (un’antica razza autoctona), le carni di razza bovina autoctona, il carciofo moretto, tipico della zona dei calanchi, dove la buona esposizione al sole gli consente di raggiungere le massime proprietà organolettiche, che si consuma crudo o leggermente lessato, condito con olio e sale. Ma ci sono pure i frutti “dimenticati” (tra cui primeggia la pera volpina), la cui coltivazione era praticata già nel tardo Medioevo: azzeruole, corbezzoli, giuggiole, sorbe, nettarine, ed eccellenze come le albicocche I.G.P. Tutti prodotti che si possono trovare anche nelle sagre che si organizzano durante l’arco dell’anno e che animano le vie del borgo. Una vera e propria gioia per il palato. A maggio, per esempio, si celebra il carciofo moretto, al Parco Ugonia. Inoltre, ristoranti e osterie propongono menù a tema. Alle pere volpine, piccole, tonde e dure, (prodotto tipico della Valle del Lamone) che si consumano cotte in acqua e vino o al forno, è dedicata la seconda domenica di novembre.

Idee Mice and luxury stay

Nei periodi di raccolta delle olive, da metà ottobre a fine novembre, è possibile visitare il frantoio in funzione, durante gli altri mesi un video illustra la raccolta e la lavorazione. Anche i piccoli gruppi sono i benvenuti. L’azienda dispone, infatti, di locali in grado di ospitare fino a 40 persone sedute. Ogni degustazione è preceduta da una breve introduzione esplicativa circa la zona di produzione dell’olio extra vergine e del suo microclima esclusivo, delle varie tipologie di olio prodotte e delle proprietà organolettiche che li differenziano. La Cooperativa organizza, su richiesta, un itinerario in una sorta di museo en plein air dell’olio, percorribile a piedi, in bicicletta o in automobile; visite presso gli uliveti secolari o i vigneti dei soci e tre differenti tour con l’ausilio di guide. Il primo tour include il centro storico di Brisighella, la Pieve di San Giovanni in Ottavo detta anche del Thò (datata fra l’VIII e il X sec.) nella valle del Lamone, a 1,5 km dal paese; una sosta al Museo Giuseppe Ugonia che raccoglie, nell’ottocentesco Palazzo della Pretura, quattrocento opere dell’illustre litografo e l’archivio delle sue memorie; la visita di Casa Boschi Raggi, la singolare abitazione scavata nel gesso, forse di origine preistorica, ospita una collezione di reperti archeologici. Il secondo itinerario propone le “Ville padronali con giardini storici del territorio”, mentre il terzo prevede il Parco della Vena del Gesso e degustazione in rifugio. La “C.A.B.” S.C. Agricola di Brisighella è anche il luogo giusto per meglio comprendere la tradizione vitivinicola che vanta eccellenze come, per citare qualche esempio, il Sangiovese Doc e l’Albana di Romagna Docg. Qui potremmo concederci una pausa per una degustazione accompagnando l’ottimo vino ai salumi stagionati nelle vecchie cantine, prodotti e lavorati dai famosi norcini brisighellesi, insieme a l’oro nero del sottosuolo: il tartufo marzolino.

Natura e benessere

Brisighella e il suo territorio offrono paesaggi in alcuni tratti unici, da godere appieno praticando il nordic walking attraverso appositi circuiti, in bicicletta o a piedi, per gli amanti della vacanza slow. Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, costituisce uno degli elementi geografici e geologici più caratteristici dell’Appennino romagnolo. L’area protetta si estende dalla vallata del fiume Lamone a quella del torrente Sillaro e interessa il territorio di sei comuni: Brisighella, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Fontanelice, Riolo Terme. Si tratta di una delle maggiori zone carsiche gessose d’Europa. Meritano una vista la Grotta Tanaccia (Brisighella) e la Grotta di Re Tiberio (Riolo Terme). Dopo tanto camminare o pedalare si potrà trascorrere qualche ora di relax nello storico centro termale, distante soltanto 300 metri a piedi dal centro di Brisighella e dove si praticano cure con acque sulfuree e salsobromoiodiche.

Luxury bleisure a Villa Abbondazi

Facilmente raggiungibile da Brisighella, in una ventina di minuti d’automobile e nei pressi di Faenza, si trova il Relais Villa Abbondanzi: meta bleisure di lusso, luogo ideale per una fuga romantica o per chi volesse trascorrere qualche giorno all’insegna del relax, del benessere e della buona cucina. Circondato da un ampio parco, il Relais nasce dall’idea della attuale proprietà, la famiglia Bucci, di trasformare nel 2006 l’antica dimora ottocentesca e i limitrofi locali – utilizzati in passato per la conduzione dei terreni agricoli – in elegante ed accogliente luogo dove rigenerare mente e corpo. Sotto la secolare quercia, che domina incontrastata il parco, si trascorrono piacevoli ore sorseggiando un aperitivo e godendosi il paesaggio, regno di cicogne, fenicotteri rosa e scoiattoli. All’ombra dei suoi grandi rami il ristorante Cinque Cucchiai, in stile provenzale, è una vera e propria tentazione. Il bravo chef Alessandro Giraldi propone una cucina regionale, rivisitata, in grado di soddisfare anche i palati più raffinati. Un luogo ideale anche per il business lunch, incontri di lavoro e cene a lume di candela.

Tanto relax e buon cibo da alternare a momenti di business grazie anche agli spazi dedicati: dalla piccola sala Peonia, per incontri di lavoro ristretti (fino a 10 persone) e con vista sui roseti del giardino, alla più ampia Sala Magnolia per un massimo di 50 persone disposte a platea, dove le ampie vetrate scorrevoli, con vista sul parco, rendono più piacevole un meeting di lavoro. Nel 2018 Villa Abbondanzi inaugurerà la Sala delle Ninfee all’interno di un parco di 2,5 ettari, con parcheggio gratuito ad uso esclusivo. In ben 250 metri quadrati con una capacità di 200 posti a sedere si potranno organizzare convention, esposizione di prodotti, meeting pranzi e cene aziendali. Non solo business, in questo luogo vocato all’ospitalità di charme, ma anche benessere e sport nella palestra, con personal trainer; in piscina, nel Thermarium con vasca idromassaggio, sauna, bagno turco e zona relax; con i trattamenti al Cottage & Spa in stile orientale, eseguiti dalle mani esperte di Elisa Mancini e Paola Vannacci. E si organizzano anche serate a tema con aperitivi musica e massaggi.

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